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                                                          Ultimo aggiornamento: 11/05/2018 10.39

11 maggio 2018
IL PASSO FALSO
L'antico adagio recita: "chi troppo vuole..", neppure ci va di finire la frase tanto è vetusta e scontata, ma di fronte ad un chiaro esempio circa la sua veridicità non potevamo esimerci dal citarla.
Cosa è accaduto? Fino a quando i pretendenti dei "diritti connessi" si accontentavano di grossolani equivoci, raffazzonati valendosi di regole basate su antiche prebende essi potevano far la voce grossa e vigliaccamente trascìnare in tribunale piccole radio locali che già avevano difficoltà nel pagare quanto imposto dalla Siae, obbligandole a sottostare alle loro ingiunzioni.
Il passo falso lo hanno fatto quando sentendosi ormai sicuri hanno voluto definitivamente affermarsi operando da lontano, a Bruxelles o in altri stati dell'Unione per darsi più importanza e pasticciare in modo ignobile la legge n.633/41, ma il risultato è stato controproducente, non certo quello sperato, perché in molti hanno finito per domandarsi cosa sono in definitiva questi "diritti connessi" se non una mastodontica costruzione con i piedi di argilla risalente ad un lontano passato priva oggi di fatto della sia pur minima legittimità.
Il Conna, mediante un documento di poco più di sessanta righe smonta ogni equivoco e nonostante i suoi limiti economici di organizzazione non profit si sta orientando a dimostrare in tribunale quanto asserisce.
Pensavamo di essere confortati dalla presenza del ministro dei beni culturali Dario Franceschini che si era detto contrario al liberismo (leggibile in questa stessa pagina nell'articolo "Tante piccole Siae del 12 marzo scorso Ndr), ma il signor ministro ha preferito da politico scadente rimangiarsi le sue parole poco gradite da qualcuno.
iI documento che abbiamo approntato ha cominciato ad essere inviato in raccomandata o in Pec a quanti chiedono i non dovuti "diritti connessi" e chiunque ha ricevuto richieste, contratti o altro, dovrà farlo per non dar luogo a fatti compiuti e pretesti per aumentare la già lunga fila dei pretendenti.

Come già abbiamo scritto, possono fare richiesta del testo del documento e relative indicazioni i soli associati in regola con la quota di iscrizione.

Iscrizioni: sulla home page "aderisci al CONNA",  06/35348797 ore 12/18,30.

31 marzo 2018
L'ASSILLO CONNESSO
Raffica di lettere provenienti dai pretendenti i "diritti connessi" (queste due parole dovranno essere contestate in sede europea perché esprimono un concetto infondato) che intendono imporre una nuova edizione del contratto d'uso.
Ciò che rendeva appena tollerabili gli articoli 73 e 74 della legge 633/41 era l'accorpamento con il diritto d'autore in senso lato gestito in esclusiva dalla Siae; il guazzabuglio prodotto dalle recenti modifiche alla legge voluto da quanti sull'onda del liberismo più sfrenato hanno voluto ottenere di più ha messo in rilievo e sconcertato gli utilizzatori finali, ovvero principalmente le radio locali, che non intendono sottostare a imposizioni  ingiustificate che li assillano da ogni parte.
Pertanto, al fine di rispondere comunque ad una richiesta, vale quanto scritto nella parte finale dell'articolo del 12 marzo che segue.
(Conna)

12 marzo 2018
TANTE PICCOLE SIAE
In forza del Decreto legislativo n. 35/17 dello scorso anno, poco per volta come le lumache quando avvertono l'umido, sono apparse alcune associazioni, consorzi o società definite di "Gestione collettiva" - tante piccole siae  - che mirano oltre a percepire i diritti connessi a quelli d'autore fino ad oggi gestiti dalla SIAE. Un bel pasticcio di cui principale responsabile oltre ad Agcom e la stessa Siae è il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini che prima dichiarò:

...Anch'io ero partito in direzione di una liberalizzazione , ma poi ho verificato che Paesi molto importanti guardano con una certa invidia al fatto che abbiamo una unica società che si occupa del diritto d'autore, mentre dove ci sono più società, come in Francia, c'è una divisione verticale che comporta una serie di difficoltà operative”,  
salvo poi rimangiarsi ogni buon proposito basato sul buon senso tollerando se non appoggiando esplicitamente il testo n. 35/17 di cui parlavamo all'inizio.
Ora la situazione rischia di precipitare perché a non poche radio nostre associate si sono presentati di persona, hanno telefonato o scritto associazioni, consorzi o società con una sola e unica richiesta: soldi.
A questo punto c'è da augurarsi che questi postulanti si moltiplichino a dismisura rendendo sempre di più evidente la loro presenza permettendo di fare un confronto con la Siae che da esclusivista se non altro aveva il pregio di essere una sola. 
E ora attenzione.
Alla luce degli ultimi avvenimenti in materia, cI sono le condizioni per interrompere ogni forma di pagamento del diritto d'autore e di quello connesso agli organi di "Gestione collettiva".
A questo proposito il Conna ha preparato una lettera il cui testo verrà inviato in PEC a quanti ne faranno richiesta scritta purché - senza eccezioni - siano in regola con il pagamento della quota sociale.

02 febbraio 2018
UN PASTICCIO INAPPLICABILE
Giungono al Conna lettere e telefonate al limite del drammatico in merito alla legge che ha consentito la moltiplicazione dei pretendenti del diritto d'autore - una vera e propria canea degna della caccia alla volpe - giunta ormai ad una cifra di due numeri - esattamente 12 compresa la Siae declassata al rango di "una delle tante"- che tende ad aumentare.
Radio, ma anche televisioni non sanno più come comportarsi, specie quelle di dimensioni minori;  dopo la pubblicazione da parte dell'Agcom del lungo elenco, esse dovrebbero documentare ciò che trasmettono e mostrare di essere in possesso di una serie di dati  per ciascun brano difficili da reperire, anche per la difficoltà se non l'impossibilità di disporre di personale adatto, e nel contempo prepararsi a soddisfare le brame di un gran numero di postulanti facendo fronte ad una contabilità impossibile da tenere all'interno di una emittente radiofonica locale.
Per anni abbiamo delineato la grave situazione che ai nostri giorni si è puntualmente verificata; gli appelli alle emittenti si sono susseguiti; più volte abbiamo avuto contatti con la Siae senza venire a capo di nulla perché non ci è stato dato di conoscere il motivo per cui la società degli autori esclusivista non ha difeso la sua non casuale unicità circa la percezione dei diritti d'autore, voluta dal legislatore della 633/41 per l'impossibilità di affidare ad una miriade di soggetti l'esazione dei proventi.
Per quanto riguarda le radio esse hanno adottato il solito comportamento attendista e disorganizzativo; tutte le volte che abbiamo gettato l'allarme denunciando i pasticci che si stavano  tramando stravolgendo la legge che avrebbe portato verso un liberismo privo di senso, invece di registrare una partecipazione in massa, visto il pericolo comune, a stento abbiamo superato una quarantina di  firme: poche per intraprendere qualsiasi azione soprattutto legale.
A parte le gravissime responsabilità dell'avvocatura interna alla Siae meritevole di una inchiesta giudiziaria per l'inspiegabile mancata difesa dell'esclusività dell'azienda sancita dalla legge 633/41 che li ha sempre lautamente pagati, anche il ministro dei beni culturali ha mostrato gravi incapacità e menefreghismo perché prima ha dichiarato che nazioni come la Francia invidiano (invidiavano) il sistema italiano per l'affidamento ad una sola società la percezione del diritto d'autore, salvo dopo qualche mese spalancare la porta al liberismo, all'attuale caos di cui non se ne conosce ancora l'intera portata.
Fra il silenzio generale la complicità e l'acquiescenza delle associazioni a carattere fortemente speculativo, facili da corrompere concedendo loro qualche vantaggio, solo il Conna parla chiaro. E in modo altrettanto intelligibile - visto che un pronunciamento ci viene chiesto da più parti - diciamo alle imprese radiofoniche e televisive: "visto che non è possibile avere un sostegno numeroso che consenta alla nostra associazione di promuovere una class action, ognuno si difenda da sé".
Nessuno tema una eventuale denuncia che ben difficilmente potrà esserci; di fronte a qualsiasi accusa di inadempienza, anche quella di aver interrotto i versamenti del diritto d'autore, esposti i fatti e considerato lo spirito negativo della legge ultraliberista che getta un'ombra sinistra sui vari protagonisti pubblici e privati, e che nella pratica risulta inapplicabile per il numero abnorme dei soggetti che avanzano pretese, il giudice non potrà che assolvere e rinviare alla Corte costituzionale una legge improvvisata, contraddittoria, contraria agli interessi degli artisti: le leggi sono concepite per essere rispettate salvo quelle che rivolgono ai cittadini richieste impossibili da soddisfare. 

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