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                                                          Ultimo aggiornamento: 12/09/2017 11.57

12 settembre 2017
3 DOMANDE ALLA SIAE
Questo è il documento consegnato alla Siae che riafferma ancora una volta alcuni concetti ,
1) cosa è il "diritto connesso a quello d'autore e quale base logico-giuridica ha che lo sostiene;
2) perché non si è pensato durante le losche trattative politiche che la percezione dei proventi di questo non meglio definito "diritto" poteva diventare  impossibile per il numero dei pretendenti  che sarebbero apparsi sulla scena dopo la caduta dell'esclusiva conferita alla Siae?
3) Per quale motivo la Siae non si è opposta con forza a queste manovre "ultraliberiste", facendo addirittura proprie le argomentazioni degli avversari che al momento puntano "appena" ai diritti connessi, ma che in effetti mirano al diritto d'autore in senso lato e all'esistenza stessa della Siae (il caso Fedez insegna)?

Il principale motivo di perplessità contenuto nello “Schema di Regolamento” di cui al decreto legislativo n.35/17 che ci è stato sottoposto, è se ha ancora senso riconoscere all'industria audiovisiva quella che negli Anni Quaranta equivaleva ad una gratificazione, un incoraggiamento alla nascente industria discografica meglio conosciuto come “diritto connesso”
Questa domanda rivolta al mondo politico, imprenditoriale e agli esperti di diritto non ha avuto a tutt'oggi risposte convincenti perché se il sistema si estendesse ad altre categorie non si vede il motivo per cui i costruttori di automobili o di qualsiasi altro bene industriale di consumo non dovrebbero pretendere di riscuotere una sorta di periodico balzello su ciò che hanno progettato e costruitoL'estensore della legge n. 633 del 22 aprile 1941 fu costretto ad accorpare al diritto d'autore questo riconoscimento inconsueto rendendo per contro la Società italiana degli autori ed editori esclusivista, prevedendo il disordine creato dal numero dei molteplici pretendenti dei cosiddetti diritti connessi, nazionali ed internazionali.
Infatti, mentre per oltre cinquant'anni l'AFI - Associazione fonografici italiani mediante un accordo con la Siae aveva potuto percepire il diritto connesso che le spettava in base agli articoli 72 e 73 della legge, è in epoca neoliberista che alcuni gruppi industriali, fiutando buoni affari, ben coperti, economicamente e quindi anche legalmente, hanno mirato direttamente a privare la Siae dell'esclusiva senza che questa – atteggiamento rimasto misterioso - difendesse in modo adeguato i suoi diritti previsti dall'articolo 180 della legge sul diritto di autore.
Ai nostri giorni, sull'onda alla moda delle liberalizzazioni
* imposte all'opinione pubblica come obiettivi miracolosi, i pretendenti sentendosi ormai incontrastati padroni della scena, hanno preso di mira gli anelli più deboli della catena degli utilizzatori di prodotti fonomeccanici: le radio e le piccole televisioni locali che fino ad allora avevano stipulato un contratto con la Siae onnicomprensivo. Molte radio vennero trascinate in tribunale, ma il colpo più grosso queste organizzazioni parassitarie lo ebbero dalla Cassazione quando riuscirono ad ottenere un pronunciamento – invero obliquo - dalla Terza sezione della Cassazione presieduta da quel Claudio Vitalone che subì un processo in merito all'omicidio Pecorelli i cui giudici, pur assolvendolo, ritennero provati i suoi rapporti con la banda della Magliana.
Allo stato attuale i pretendenti individuati sono oltre venti fra italiani e stranieri (società, associazioni, congreghe varie ecc.. ), e nello Schema di Regolamento si stende un velo pietoso su come esse si muoverebbero sul territorio. A distanza di 76 anni, non si può che ammirare la lungimiranza del legislatore della '633 che valendosi di un solo “Organismo di gestione collettiva” intese evitare caos e confusione con il pericolo di rendere i “Diritti connessi” inesigibili per il numero dei pretendenti e per le resistenze degli utilizzatori. (CONNA)

* Basta ricordare quanto ebbe a dire il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini a Bruxelles sulla scelta della riforma della Siae in alternativa alla sua liberalizzazione:

Anch'io ero partito in direzione di una liberalizzazione , ma poi ho verificato che Paesi molto importanti guardano con una certa invidia al fatto che abbiamo una unica società che si occupa del diritto d'autore, mentre dove ci sono più società, come in Francia, c'è una divisione verticale che comporta una serie di difficoltà operative”.

11 settembre 2017
GIRO DI BOA (3)
L'incontro con la gentile avvocato Saija del 17 maggio di cui abbiamo dato conto nella pagina che precede questa, non poteva certo lasciarci soddisfatti perché la perdita dell'esclusiva conferita alla Siae dall'articolo 180 della legge 633 comporta per le radio locali tutta una serie di problemi che da anni abbiamo individuato e che insieme ad altri "utilizzatori" che hanno intravisto il pericolo di essere assillati da una miriade di postulanti con richieste di licenze, contratti, permessi, in una parola soldi, abbiamo cercato di evitare.
Un incontro con i vertici della Società a questo punto si rendeva necessario, con il direttore Gaetano Blandini ed il presidente Filippo Sugar i quali però hanno preferito ancora una volta delegare l'Ufficio legale questa volta rappresentato dell'avvocato Francesco Agoglia che abbiamo incontrato presso la sede della Siae dell'Eur, il quale ha assunto il medesimo atteggiamento della sua collega Saija: nebulosità, incertezza, esattamente come prevedevamo di sentire per avere la sicurezza che qualcosa di grosso a suo tempo era avvenuto
a favore di coloro che vogliono impadronirsi del redditizio filone dei "diritti connessi" e contro gli interessi dei soci Siae i quali quando saranno a conoscenza dello svolgersi dei fatti non mancheranno di avanzare pesanti interrogativi.
Durante l'incontro, abbiamo presentato un documento che chiarisce i nostri motivi di interesse (che pubblicheremo domani su questa pagina di "Ultimissime") con una interessante presa di posizione finale del ministro dei beni culturali Franceschini che rafforza la determinazione della nostra associazione che ora è in grado più di ieri di dare sostegno a tutti coloro che sono alle prese con problemi giudiziari e richieste ingiustificate dalla Società degli Autori Siae.

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